Partiamo da un concetto semplice e banale: il problema del centro storico di Potenza non riguarda esclusivamente il tanto dibattuto tema delle aree di sosta o di come e con quale mezzo pubblico arrivarci, tantomeno gli orari di fruibilità degli stessi. Il centro storico di Perugia, per esempio, seguendo questo ragionamento sarebbe deserto. La realtà è che i parcheggi, per quanto necessari, o qualche ora in più di trasporto meccanizzato non sono affatto la chiave di volta ma solo una tessera in un mosaico ben più grande. Via Pretoria, l'ex salotto buono e cuore pulsante della città, è in crisi perché il centro storico non riesce più ad attrarre persone con la sensazione prevalente di essere in un luogo senza anima. La differenza tra un centro storico vivo e un centro storico morente non risiede nel posto auto o nel prolungamento dell'orario delle scale mobili, ma nelle idee che esulano la mera gestione dello spazio pubblico. Il cuore del capoluogo lucano da tempo ha perso gran parte del settore terziario ed ha bisogno di luoghi che stimolino l’interazione sociale, di rassegne ed eventi culturali che possano attrarre non solo i residenti, ma anche turisti e giovani. E questo richiede coraggio, creatività, innovazione e una strategia pubblico - privata che metta al centro la qualità della vita, l'attrattività e la partecipazione. Iniziative che possano far sentire le persone parte di qualcosa, che possano spingerle a fermarsi, a passeggiare, a vivere il centro. Un luogo dove ci si incontra, dove si fa commercio, dove si scopre la città in tutta la sua ricchezza. C'è un potenziale enorme che spesso non viene sfruttato a dovere. Sullo sfondo un patrimonio storico e culturale che merita di essere valorizzato, ma per farlo bisogna andare oltre le idee obsolete di chi sembra non accorgersi che il mondo è cambiato. Perché oggi, purtroppo, il centro storico di Potenza è diventato un luogo quasi da evitare, dove recarsi per un motivo specifico, ma non un luogo dove fermarsi. E non è una questione di scale mobili, tanto care al sindaco Telesca, ma di attrattività: occorre investire nell’anima della città, quella che le persone sono disposte a scoprire e vivere con innegabili ricadute a vantaggio di chi ha scelto quel luogo per fare impresa. 

Sezione: L'Eco di Potenza / Data: Ven 04 aprile 2025 alle 19:01 / Fonte: ilmattinoquotidiano.it
Autore: Redazione
vedi letture
Print